Il biennio al Teatro al Concordia di San Benedetto

Appuntamento con il teatro “educativo” per i nostri giovani studenti del biennio  - e per i docenti - presso la sala teatrale  comunale Concordia di San Benedetto del Tronto in due date 22 e  23 ottobre . Allestimento minimale, quello messo in scena dalla compagnia  Manifatture Teatrali  Milanesi, sul breve testo “Beata Gioventù” di Valeria Cavalli per la  regia della stessa Cavalli  e di Claudio Intropido.   Due soli attori,  padre (interpretato dal bravissimo Andrea Robbiano) e figlia adolescente (interpretata dalla talentuosa Claudia Veronesi);  un’unica azione della durata di poco più di un’ora, dipanantesi quasi sempre all’interno di un’unica stanza: la camera,  in perenne disordine, della figlia. Scena volutamente disadorna, dunque, immersa in una luce quasi crepuscolare in bianco e nero in cui risalta ancora di più però l’intensità e la drammaticità dei dialoghi tra padre e figlia. La rappresentazione è tutta qui, nella bellezza delle parole, nella loro forza quasi magica, forse anche purificatrice, di evocare forti emozioni nel pubblico. Il tema di fondo della pièce è la difficoltà, oggi così comune, di comunicare con i propri figli, specialmente nella così critica e delicata fase adolescenziale, in cui i giovani attraversano radicali cambiamenti sia fisici che esistenziali ed in cui inizia per loro quel doloroso, ma altrettanto necessario, percorso di progressiva autonomia dal nucleo familiare, spesso affermato con atteggiamenti apparentemente reboanti. Abbattere le barriere tra questi due mondi, spesso in rotta di collisione, non è certo facile, specialmente poi quando il padre, come nella vicenda narrata, rimane da solo ad educare la figlia, in un momento così delicato per lei, perchè la moglie lo ha lasciato per un altro. Essere animati dalle migliori intenzioni non sempre è sufficiente per stabilire una relazione soddisfacente con i propri figli  e il messaggio, quasi intenzionalmente didascalico, che sembra emergere dalla rappresentazione è che l’unica strada da percorrere sulla via di un autentico dialogo è soprattutto per un genitore quello della sincerità, del mettersi in gioco con tutto se stessi incluse le proprie debolezze, evitando le ipocrisie,  i luoghi comuni, le frasi fatte  a partire proprio  da quella che dà il titolo alla rappresentazione, “beata gioventù”.

teatro bullismo

Bravissimi i due attori ma un grande elogio anche alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi tutti, che hanno davvero seguito in religioso silenzio dialoghi e monologhi degli interpreti, aiutati dalla facilità di identificazione con il tormentato personaggio della ragazza nelle cui inquietudini avranno di certo ritrovate le loro.

Prof. Raffaele Morganti – Ufficio Stampa “Peano – Rosa”


Pubblicata il 29 ottobre 2018

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