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Giornata della Memoria 2019

Anche il nostro istituto ha commemorato le vittime del nazifascismo

Non c’è dubbio, bellissimo evento, denso ed intenso, perfino toccante, quello svoltosi nella mattina del 26 Gennaio presso l’aula magna del nostro Istituto, dedicato alla “Giornata della Memoria”, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel non lontano 2005 per ricordare tutte le vittime del regime nazifascista. Certamente gli ebrei sono stati quelli che hanno pagato in termini di vita il prezzo più elevato, ma non vanno dimenticati gli oppositori politici, i disabili e altre minoranze etniche che pure hanno subito a migliaia la tremenda umiliazione delle deportazioni dai paesi d’origine nei lager, dove nella maggior parte dei casi hanno incontrato il loro tragico destino.

Appunto  ricordare, commemorare, perché come scriveva il nostro grande Primo Levi, che il lager l’aveva vissuto sulla propria pelle uscendone profondamente prostrato ma miracolosamente vivo (e traducendo poi la sua drammatica esperienza in potente testimonianza), quello che è accaduto può riaccadere e solo il “ricordare” può redimerci dalla follia della storia. Che poi è la follia umana, la nostra stessa follia. E voglio sempre ricordare il bellissimo epistolario tra Freud e Einstein,  ebrei entrambi, in cui il primo ammoniva pessimisticamente quest’ultimo sulla distruttività della natura umana. Come dargli torto a giudicare da quel lungo corteo di guerre cruente, stragi di innocenti puntellato da qualche pace che è la storia umana? Allora mille volte preziose sono queste giornate in cui ricordiamo, innanzitutto a noi stessi, in un rito collettivo quasi purificatorio, di cosa siamo capaci quando attingiamo ai nostri peggiori demoni interiori. Per fortuna abbiamo anche i nostri migliori angeli. Mattinata bellissima dicevo, partecipatissima, sul filo della memoria appunto, e della storia recente, dalle leggi razziali del 1938 in pieno regime fascista ai campi di concentramento di cui era disseminata anche, inaspettatamente, la nostra provincia di Teramo e il nostro territorio della Val Vibrata, tra cui Nereto e Corropoli.

Un complimento e un ringraziamento a tutti gli insigni partecipanti intervenuti con le loro altissime testimonianze e i privilegiati patrocini; ma per un volta non me ne vogliano, i veri grandi protagonisti sono stati loro, le ragazze e i ragazzi - le nostre studentesse e i nostri studenti, con i loro splendidi lavori, veramente ben confezionati, originali, significativi, profondi, commoventi. Davvero bravissimi tutti; e bravi altresì gli insegnanti che li hanno ottimamente coordinati e i docenti referenti del progetto che ci hanno regalato questo speciale e intenso viaggio nel recente passato per non dimenticare. Grazie!

Ufficio Stampa Raffaele Morganti


Pubblicata il 01 febbraio 2019

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